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Pordenone
martedì 7 Dicembre 2021

RELAZIONE MORALE DEL PRESIDENTE AL 14 OTTOBRE 2021

Socie e Soci carissimi, ma oggi mi sento di dire Amiche e Amici carissimi,

quando, il 3 aprile 2018, il nuovo Consiglio Direttivo nominato dall’Assemblea dei Soci espresse la fiducia nei miei confronti con un voto che volle la mia nomina a Presidente di questa Sezione, al di là di una – ritengo – comprensibile emozione, mi sentii assolutamente onorata per la carica assegnata, ma anche – e soprattutto – investita da una importante responsabilità.

Una responsabilità che ho inteso assumermi con l’obiettivo di rappresentare in modo ampio e imparziale tutti i Soci del nostro sodalizio, per dare risposte concrete e innovative a tutti i loro diversi interessi. Una Sezione, la nostra, estremamente composita, ove le realtà operative sono espressione di tutti i Soci, e che proprio per questo riesce a mettersi al servizio della comunità realizzando un gran numero di attività.

Tre i punti sui quali avevo dichiarato di voler mettere il focus, e che mi hanno guidato in questi anni:
– un approccio estremamente proattivo nei confronti dei nuovi Soci
– un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani, componente essenziale per il nostro Sodalizio e vera prospettiva per il suo futuro
– la comunicazione, quale elemento in grado di creare “relazioni” estese e su vari livelli e registri; essenziale per ottenere visibilità e trasmettere informazioni, per dare concretezza alla diffusione della cultura e del rispetto della montagna.

Questo è il pensiero principe che mi ha guidato nelle molteplici attività per le quali, in modo condiviso – come auspicavo -con i Colleghi Consiglieri, abbiamo assunto decisioni e offerto risposte con una efficace, efficiente e tempestiva operatività.

Un processo per cui siamo stati consapevoli di quanto fosse importante operare con unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi, con la convinzione che la pluralità e la condivisione nell’operare è condizione essenziale per una conduzione proficua ed etica. In modo particolare in un momento complicato e inaspettato che ci siamo trovati a dover affrontare e gestire: quello della Pandemia, iniziata a febbraio del 2020, a circa metà del nostro percorso.

E ci troviamo oggi, 14 ottobre 2021, in una edizione eccezionalmente autunnale di questa Assemblea dei Soci per il rinnovo delle cariche sociali in scadenza, che ci vede alla fine di un percorso che si doveva concludere lo scorso marzo e che invece si è protratto fin qui a causa delle limitazioni imposteci dalla Pandemia

Ora che la situazione pandemica sembra volgere ad un deciso e confermato miglioramento, ci siamo trovati nelle condizioni di poter rispondere alle indicazioni ricevute dalla Sede Centrale con la Circolare dello scorso 23 giugno, che ha scriveva “… le Assemblee sezionali con le connesse elezioni dovranno tenersi entro e non oltre il 17 ottobre 2021, nel rispetto delle prescrizioni che saranno vigenti, nell’occasione, in tema di prevenzione e contenimento della diffusione del Covid-19”.

Prescrizioni che, allo stato attuale, riguardano la capienza delle sale in modo tale da consentire il necessario distanziamento, l’uso di mascherina e gel disinfettante, e il possesso del certificato verde, il cosiddetto green pass. Tutte prescrizioni cui ottemperiamo per svolgere questa nostra Assemblea Elettiva. Ma, proprio perché crediamo nella determinante importanza del fatto che tutti i Soci possano esprimere il loro voto, indice di una personale scelta su chi ritengono idoneo a guidare la Sezione nel prossimo triennio, senza entrare in un alcun merito di giudizio su personali scelte e posizioni, abbiamo ritenuto di offrire la possibilità di voto anche all’esterno di questa estremamente ospitale struttura, ovviando quindi alla necessità di esibire il green pass.

Tutto ciò premesso, non vi nego l’emozione con la quale mi trovo a vivere questo momento. Per essere giunti alla conclusione di un cammino, allungatosi rispetto al suo traguardo originario, che ha incontrato salite e discese, che ha richiesto tenacia ma è stato ricco di scoperte, è stato intenso, denso di avvenimenti e – oserei dire – totalizzante.

E, come alla fine di ogni percorso ci si volta indietro, con lo sguardo e con la mente, per ripercorrere la strada fatta, così desidero, con questa mia relazione, darvi conto di alcune delle attività e degli eventi vissuti nella nostra Sezione in questi mesi del 2021, un continuum con quanto realizzato negli oltre tre anni passati e che, con un atteggiamento intelligentemente rispettoso e propositivo, pur nelle travolgenti condizioni portateci dalla pandemia, ci hanno consentito di mantenere vitale il contatto con i Soci.

Voglio partire dall’Assemblea Straordinaria dei Soci che si è tenuta il 25 maggio, la cui base logistica è stata la nostra Sede, opportunamente e diligentemente attrezzata sotto l’aspetto delle tecnologie e dove si sono riuniti gli “addetti ai lavori” per permettere a tutti i Soci di assistervi con il collegamento da remoto con la piattaforma telematica Zoom. È stato un momento importante perché l’Assemblea ha approvato il nuovo Statuto Sezionale, modificato nel rispetto delle disposizioni riguardanti le Associazioni di Promozione Sociale al fine di entrare a far parte del Mondo del Terzo Settore; mentre nella sua parte Ordinaria si è approvato il Bilancio 2020 e il Bilancio Preventivo 2021.

E, grazie all’operato prezioso di chi nella nostra Sezione si occupa degli aspetti informatici, e che ha reso la nostra Sede idonea a supportare il collegamento telematico, abbiamo potuto realizzare un altro importante momento di incontro, accogliendo l’invito del Consiglio Direttivo Regionale FVG a svolgere l’Assemblea dei Delegati Regionali, sempre nello scorso mese di maggio.

Dal momento che i numeri sono spesso più indicativi, e sicuramente più oggettivi delle parole, ve ne propongo alcuni.

1719 Soci nel 2021 alla data odierna, di cui 251 sono i Nuovi Soci e 120 sono i Giovani. La flessione rispetto al 2019 pre-pandemia, quando i Soci erano stati 1796, si fa sentire, ma dobbiamo saper leggere questa criticità come un’opportunità, un segnale che c’è la volontà di avvicinarsi alla montagna in modo più responsabile, con il desidero di avvicinare il nostro Sodalizio per condividerne la conoscenza e i modi di frequentazione della montagna. Le attività di tesseramento sono state portate avanti con continuità dalla nostra Segreteria, che mai si è fermata, grazie all’impegno delle due segretarie, ma anche di altri soci che alternativamente hanno collaborato a garantirne l’apertura e il funzionamento.

14 sono stati i momenti culturali in cui si è parlato di Montagna, rappresentandone le sue tematiche e andando a mostrare le sue facce più nascoste, attraverso modalità e canali diversi.

Dagli streaming cui abbiamo dovuto ricorrere nei periodi ancora bui del lock-down, grazie ai quali abbiamo dialogato con il CNR e il Comitato Scientifico CAI riguardo alla nuovissima tematica della Terapia Forestale e abbiamo trattato il tema dello spopolamento delle Terre Alte con la proiezione del film Entroterra. Al cinema in presenza, nel ritrovato e familiare Cinemazero, per approfondire con Raffaelle Marini (Presidente CCTAM) le tematiche proposte dal documento “Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci” e per sentir raccontare di turismo lento da Floramo, Daltin e Venier con il loro libro Il fiume a Bordo. Dalla bella cornice estiva di Piazzetta Calderari con il BANFF Film Festival, fino al teatro di prosa in una rinnovata piazzetta Pescheria, dove un coinvolgente Roberto Anglisani ci ha portato a La conquista del Cervino. E ancora prosa, in una location particolarissima e insolita: il nostro Rifugio Pordenone, dove grazie alla partnership con il Teatro Verdi propostaci con convinzione e lungimiranza dal suo Presidente Giovanni Lessio, nostro Socio, si è rappresentato I Guardiani del Nanga, un coinvolgente monologo di Nicola Ciaffoni, omaggio del Teatro e della nostra Sezione al Rifugio, per il suo novantesimo anniversario dall’inaugurazione. Che per motivi pandemici avevamo rimandato di un anno. Nuovamente il Rifugio Pordenone è stato il protagonista della giornata del 20 giugno, quando abbiamo festeggiato il suo novantesimo compleanno (+1) con la presentazione del libro Rifugio Pordenone 90, scritto da Alberto Verardo, Diego Stivella e Mario Tomadini. Alla presenza di tutti gli amici, delle Autorità (l’Assessore alla Cultura di Pordenone Tropeano, i Presidenti del Consiglio Regionale Zanin, il Vicesindaco del Comune di Cimolais), del Presidente del CAI FVG Giurgevich, degli enti patrocinatori e di tutti coloro che ne hanno sostenuto, in parte anche economicamente, la realizzazione.

Non è mancata la nostra presenza a Pordenonelegge; nell’anno della ripartenza, dopo la coraggiosa edizione del 2020 che ci aveva visto comunque tra i protagonisti. Tre presentazioni, molto partecipate, condotte con la solita competenza e simpatia da Luca Calzolari Direttore di Montagne 360 e Roberto Mantovani. A corredo, la mostra in Sede Omaggio a Mario Rigoni Stern con la mostra fotografica dalla 6^ edizione del Concorso promosso dal Comitato Scientifico VFG, visitata da oltre 300 persone e per cui è stata importante la collaborazione di numerosi nostri Soci.

Abbiamo affrontato con lucidità, determinazione e grande impegno un’altra sfida: quella di ridar vita a Il Notiziario, la rivista ufficiale della nostra Sezione, e abbiamo voluto farlo per raccontare la montagna pordenonese. Raccolta l’eredità di una pubblicazione che per lunghi anni ha accompagnato i nostri Soci grazie al prezioso lavoro del suo Comitato di Redazione, la rivista è ripartita con un nuovo gruppo di Redazione, costituito dal Comitato Scientifico-Culturale della sezione, e con un nuovo progetto, con l’intenzione di proiettarsi al futuro, pur mantenendo un legame con il passato.
Il primo numero del 2021 ha fatto tappa in Val Cellina e Val Cimoliana, dove è radicata tanta storia della nostra Sezione. Nei numeri successivi il viaggio continuerà attraverso la Val D’Arzino, la Val Tramontina, il Piancavallo e via di seguito ad esplorare le nostre valli e montagne. Abbiamo pensato anche ad una nuova rubrica che abbiamo chiamato Community, uno spazio dedicato ai lettori: idee, opinioni e riflessioni da condividere insieme, come la passione per la montagna.
E per dar forza e seguito a questa idea di comunità e di collaborazione, abbiamo rivolto l’invito, a chiunque voglia dare il proprio contributo, di idee, pensieri, immagini, a mettersi in contatto con la Redazione della rivista.

Ho ritenuto doveroso fare una carrellata di tutte queste nostre attività di impronta culturale perché sono convinta che la tutela e la salvaguardia della Montagna passi dalla conoscenza e dal messaggio che trasmettiamo, e non solo ai nostri associati, ma ad un pubblico sempre più vasto che, sollecitato proprio dalla situazione creatasi a causa della pandemia si dimostra interessato alla montagna, ma va coinvolto e indirizzato affinché la sua frequentazione sia responsabile e aggiunga, non sottragga, benefici all’ambiente.

Benefici che la Montagna ci restituisce, in maniera inconsapevole, sempre che ne sappiamo conservare in modo integro le caratteristiche e qualità. Mi riferisco alla Terapia Forestale, questa nuova disciplina che abbiamo portato all’interno della Sezione e del nostro territorio, grazie al supporto del Comitato Scientifico del CAI Centrale e del CNR. Con il Rifugio Pordenone come base logistica, e con la prospettiva di divenire una Stazione qualificata di Terapia Forestale, nel Pian Meluzzo, ritenuto un ambiente tra i più favorevoli per questa pratica, si è svolta una sessione sperimentale di grande rilievo, con ben 46 partecipanti, nostri soci e non. Un progetto che abbiamo avviato con gli Operatori Naturalistici e con un team di 11 collaboratori tra cui due psicologhe e che sono certa troverà l’impegno di tutti per proseguire nei prossimi mesi.

Continuando questo racconto proponendovi ancora alcuni numeri, ricordo i 6 corsi portati avanti dalle nostre scuole: di alpinismo, escursionismo, speleologia, torrentismo. Le 23 escursioni, invernali ed estive, in alcune delle quali il gruppo escursionistico adulti si è unito all’Alpinismo Giovanile. I 6 Soci impegnati nel corso per Operatori Tutela Ambiente Montano, di cui 2, Anna Ulian e Giorgio Fornasier hanno già ottenuto il titolo mentre gli altri sono in itinere. 2 i Soci formatisi al Corso propedeutico per istruttori di speleologia e 1 nuovo titolato di Scialpinismo. Un numero altissimo, infine, quello dei chilometri di sentieri percorsi e manutenuti dai nostri Sentieristi che, dopo essersi presi cura del nostro territorio, hanno portato la loro attività, lo scorso mese, a cavallo tra Puglia e Basilicata, nell’ambito del progetto Sentiero Italia in occasione della settimana nazionale dell’Escursionismo.

Il Rifugio Pordenone non è stato solo cornice dei bellissimi e partecipati eventi di cui ho già parlato, ma ha richiesto anche quest’anno un grosso impegno da parte dei gestori, Marica e Ivan, di Loris Calligaro Ispettore e di tutti coloro che hanno collaborato a risolvere sia le problematiche che hanno interessato la Strada della Val Cimoliana, chiusa al traffico fino al 19 giugno, sia le attività per i lavori di ristrutturazione e miglioramento che sono proseguiti fino a pochissimi giorni fa.

E, last but not least, ovvero ultima ma non meno importante, anzi ritengo “importantissima”, la Stazione del Soccorso Alpino e Speleologico di Pordenone con i suoi operatori, tecnicamente preparatissimi e dalla carica umana eccezionale. Una Sezione “Speciale”, con la quale la collaborazione è sempre stata ai massimi livelli e con la quale abbiamo lavorato con ottima sintonia e grande sinergia. Fondamentale il loro contributo anche durante i corsi tenuti dalle nostre scuole, per far conoscere la loro funzione e le modalità dei lori interventi a chi si approccia alle varie attività in ambito montano. Un dato che ci segnalano: i loro interventi hanno fatto rilevare un aumento, ma dovuto ad infortuni occorsi a non-soci CAI. E questo, pur nella negatività assoluta del dato, è emblematico del fatto che chi è iscritto al CAI ha un approccio alla montagna maggiormente consapevole e responsabile.

Vi ho raccontato molto, ma sicuramente molte cose ho tralasciato.

Concludo questa relazione, che ho inteso stendere come una sorta di storia, per dirvi che siamo giunti al termine di questo cammino. In tre anni e mezzo abbiamo avuto la possibilità di vivere esperienze indimenticabili, che hanno arricchito il nostro bagaglio (ma dovrei dire il nostro zaino) di conoscenze, di relazioni e di emozioni.

Abbiamo lavorato, giorno dopo giorno, con tantissimi di Voi, al fine di costruire una realtà nuova, consapevoli che il passato rappresenta una preziosa risorsa, ma va rielaborato attraverso la condivisione per disegnare il domani e creare un qualcosa che abbia un valore vero.

Vorrei ringraziare tutti, ma l’elenco sarebbe lunghissimo, e rischierei di fare torto a qualcuno. E quindi, non personalmente, ma a nome di tutto il Consiglio Direttivo, ringraziamo ciascuno dei 1719 Soci della Sezione, perché essere iscritto al Club Alpino Italiano sta a significare far parte di una grande famiglia e condividerne quelli che sono i valori fondanti. E ringraziamo in modo particolare tutti quelli che con la loro partecipazione e il loro impegno attivo concorrono alla vita della nostra Sezione.

Al futuro gruppo di lavoro auguro di avere un atteggiamento mentale in cui il lavorare insieme diventa il valore aggiunto. È uno sforzo e un impegno determinante in un momento storico che rischia di portarci a pensare in modo individualistico.
Vi saluto con questa frase di Henry Ford: Mettersi insieme è un inizio, rimanerci è un progresso, lavorare insieme è un successo”.

E vorrei ora rivolgere un pensiero assieme a Voi, ai nostri Soci e ai familiari dei nostri Soci, che in questi due terribili anni ci hanno lasciato.

A loro dedichiamo un minuto di silenzio.

SEGRETERIA