il Bivacco Marchi-Granzotto

Il bivacco fisso Granzotto-Marchi è situato a 2.170 metri di quota, nel catino superiore dell’incantevole e recondita Val Monfalcon di Forni (Gruppo Spalti di Toro e Monfalconi), ai piedi della Cresta del Leone, del Monfalcon di Cimoliana, del Monfalcon di Forni, del Torrione e di Cima Barbe, dove s’incrociano i sentieri CAI 342, 349 e 359 che salgono dai fondovalle. È stato costruito nel 1963 dalla nostra Sezione, in collaborazione con il Rotary Club di Pordenone, sotto gli auspici della Fondazione “Antonio Berti” a cui è affiliato. Porta il nome degli alpinisti pordenonesi Renzo Granzotto ed Antonio Marchi, ufficiali degli alpini, entrambi morti eroicamente l’8 marzo 1941 sul Monte Golico (Grecia), durante il secondo conflitto mondiale; i due valorosi furono decorati, alla memoria, con la medaglia d’argento al valor militare.
Nell’inverno 1987-88, la costruzione originale fu travolta e distrutta da una grande valanga; la Sezione operò prontamente per la sua ricostruzione e nell’autunno del 1989 un nuovo manufatto venne collocato in un luogo più alto e sicuro, poco distante da quello precedente. Attualmente, il bivacco di forma a semi-botte, modello Barcellan, tipico della “Fondazione Berti”, può ospitare fino a 12 persone con brandine, materassi e coperte. Nel 2011 è stato completamente riverniciato di un rosso fiammante dai nostri soci Ruggero ed Ivan Petris che lo curano in maniera amorevole. Nel 2015 il gruppo sentieristi del CAI di Pordenone ha provveduto ad aggiornare tutta la segnaletica orizzontale e nel 2016 i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile sempre del CAI di Pordenone hanno completamente ridipinto il bivacco.
Una piccola sorgente d’acqua si trova a circa 15 minuti (segnalazione) in un prato inferiore, lungo il sent. CAI 359 sotto la parete ovest di Cima Barbe. Come tutti i bivacchi, il Granzotto-Marchi rimane incustodito e aperto in permanenza, affidato all’educazione ed al senso civico degli utilizzatori. Questa nostra peculiare opera alpina, sita all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, è logisticamente importante anche per le numerose possibilità di collegamento effettuabili tra la Val Cimoliana, l’Alta Val Tagliamento e l’Alta Val del Piave.

Accessi:
dal parcheggio Val Meluzzo (Rif. Pordenone) 1.160 m per la Val Meluzzo, Caseruta dei Pècoli, Val Monfalcon di Forni in ore 3,30-3,45 circa. Sent. CAI 361 e 359 – difficoltà E.
Dal Rif. Pordenone 1.249 m per la Val Monfalcon di Cimoliana e Forc. del Leone 2.290 m in ore 3,30-3,45 circa. Sent. CAI 349 – EE.
Dal Rif. Giaf 1.400 m per la Forc. del Cason 2.240 m in ore 2,45-3 circa. Sent. CAI 342 – EE.
Dal Rif. Giaf 1.400 m per la Forc. Las Busas 2.256 m in ore 2,45-3 circa. Sent. CAI 354 – EE.
Dal Rif. Flaiban-Pacherini 1.587 m per il Passo del Mus 2.063 m – Forc. dell’Inferno 2.175 m – Val di Brica, Cas. di Brica, Cas. dei Pècoli, Val Monfalcon di Forni in ore 5,30-6,30 circa. Sent. CAI 362-369-379-359 – EE.
Dal Rif. Padova 1.249 m per la Val d’Arade, Cadin d’Arade, Forc. Monfalcon di Forni 2.309 m in ore 3,30 circa. Sent. CAI 346-342 – EE.