28, 29, 30 Giugno e 1 Luglio 2018

Monti Sibillini, sui sentieri della Sibilla…

Appennino Umbro-Marchigiano

Testo gita

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è uno degli ambienti più misteriosi e spettacolari dell’Italia Centrale, incastonato nel cuore dell’Appennino, a cavallo tra Marche e Umbria. Il nome della catena montuosa ci riporta a favole e racconti popolari di origine medioevale, tramandatisi di generazione in generazione tra gli abitanti dei vari borghi che raccontano storie di maghi, streghe e demoni e collocano la mitologica figura della Sibilla all’interno di una grotta sita nella montagna che per l’appunto prende il nome di Monte Sibilla 2.173 m. Il Parco venne costituito nel 1993 per salvaguardare e valorizzare l’ambiente di una vasta area (circa 7.000 ettari) dell’Appennino umbro-marchigiano, coincidente con la catena montuosa dei Monti Sibillini. Una catena di montagne di origine calcarea che vanta numerose cime oltre i 2000 metri ed il cui massiccio centrale è formato dal Monte Vettore 2.476 m, dalla Cima del Redentore 2.422 m, dalla Cima del Lago 2.422 m e dal Pizzo del Diavolo 2.410 m. La costituzione calcarea dei monti da luogo ad una gran varietà di situazioni ambientali, a cime tondeggianti con crinali erbosi si alternano imponenti pareti di roccia (Monte Bove, Pizzo del Diavolo, il Vettore), ghiaioni e valli di origine glaciale (Val Bove, Val di Panico, Valle dell’Ambro) nonché impressionanti forre scavate nei secoli dalle acque torrentizie (le gole dell’Infernaccio percorse dal fiume Tenna, le gole del Fiastrone, dell’Acquasanta, dell’Ambro).

Numerosissime sono le specie protette di piante e di fiori proprie più di un clima alpino che non appenninico, tra cui le stelle alpine del Monte Redentore, le numerose specie di orchidee selvatiche, la silene a cuscinetto, l’anemone alpino, la genziana, il genepì, la campanula ed il ranuncolo alpestre, l’astro alpino, il croco. La politica del parco nei confronti della fauna si ripromette di salvaguardare quella esistente e di reinserire le specie estinte. L’habitat naturale favorisce la presenza del lupo, del gatto selvatico, dell’istrice, del capriolo, della volpe, del riccio e della donnola, Un discorso a parte merita il cinghiale che grazie all’area protetta si è potuto riprodurre liberamente ed oggi la sua presenza si nota quotidianamente per i danni che apporta alle zone coltivate e nella distruzione del sottobosco. Numerose le specie di uccelli che nidificano nell’area, tra le più importanti si segnalano: l’aquila reale, il falco pellegrino, la civetta, il gufo reale, il gheppio, la coturnice, il fringuello alpino, il picchio, l’allodola, il piviere.
Il Parco è ricco anche di entità architettoniche importanti mirabilmente inserite nel paesaggio, quali abbazie, monasteri, chiese, torri, castelli, fortificazioni, mulini e antichi borghi. I numerosi sentieri percorribili a piedi, in mtb o a cavallo, per la loro varietà, sono in grado di soddisfare escursionisti di varia esperienza e abilità.

 

ORARI E TEMPI:
Partenza giovedì 28 giugno dal parcheggio della Piscina Comunale alle ore 5.30 precise

DISLIVELLI: 1° giorno: 320 m in salita, 411 m in discesa; sviluppo 11,50 km; 2° giorno: 1000 m in salita, 1100 m in discesa, (più altri 230 m per la vetta del Vettore); sviluppo 16 km; 3° giorno: 1000 m in salita, 1400 m in discesa; sviluppo 17 km; 4° giorno: 196 m in salita, 84 m in discesa, sviluppo 4,30 km;

DIFFICOLTÀ:
“E”-“EE”

EQUIPAGGIAMENTO:
Normale da escursionismo, consigliati i bastoncini

MEZZI DI TRASPORTO: Pullman

ACCOMPAGNATORI SEZIONALI:
A.E. Luca Dell’Agnese, A.S.E. Paola Guerri

 

Per preiscrizioni e informazioni: iscrizioni@cai.pordenone.it
(La preiscrizione deve essere confermata con il versamento della quota di partecipazione, da effettuarsi presso la sede sociale entro i termini previsti dal regolamento gite. Il mancato versamento della quota comporta la perdita del posto così riservato)
“Le iscrizioni via mail sono consentite solo a chi è già socio del sodalizio. I non soci devono obbligatoriamente iscriversi alle escursioni presentandosi in segreteria, e previa attivazione dell’assicurazione, obbligatoria per i non soci, contro gli infortuni e per il Soccorso Alpino”.