Alpinismo

Negli anni ’50 le scuole di alpinismo erano agli esordi: programmi di insegnamento essenziali, tecniche di roccia e ghiaccio, qualche materia culturale. Ma c’era già l’idea di una struttura organizzata che il Club Alpino Italiano poteva estendere a livello nazionale ricevendo il contributo dell’esperienza dei migliori alpinisti per ridarla agli allievi dei corsi.

Quell’idea è divenuta una realtà straordinaria articolata nelle attuali duecento scuole di alpinismo, sci alpinismo e arrampicata del C.A.I., animate da un volontariato tecnico di altissimo livello qualitativo e frequentate ogni anno da oltre diecimila allievi.

L’esperimento pordenonese della Scuola Val Montanaia si è subito inserito in questo contesto, anticipando spesso esperienze nuove e consolidando nel tempo la propria struttura. L’avvicendamento generazionale ha accompagnato l’evoluzione alpinistica: nuove tecniche, nuovi modi di pensare e di vivere il mondo della montagna.

E ogni corso è diventato per istruttori e allievi un momento di questa evoluzione, un’esperienza emozionante di confronto e di crescita dove la sperimentazione e il dibattito spaziano dalla tecnica alla riscoperta dei valori ambientali, dai valori storici dell’alpinismo classico alle specializzazioni sportive.

Ma il tema centrale è sempre la sicurezza. Il forte incremento dell’afflusso alla montagna che diviene affollamento da collasso nei periodi estivi di punta impone il richiamo alla preparazione e alla prudenza. La Scuola oggi propone molto di più del perfezionamento tecnico. Le grandi imprese si sono gradualmente esaurite, la commercializzazione dilagante sta banalizzando la montagna fagocitandola nel sistema consumistico.

La Scuola offre la riscoperta di un alpinismo ricco di innumerevoli stimoli, aperto a sempre nuove sperimentazioni illuminate dall’autenticità e dall’apporto delle esperienze individuali.